I greci la chiamavano Akrai, ora è chiamata Palazzolo Acreide: la perla dei monti Iblei

Aggiornamento: 26 mar 2021

A meno di un’ora di strada (50km) da Dimora Calauriia troviamo la perla dei monti Eblei nonché città Patrimonio dell’UNESCO; Benvenuti a Palazzolo Acreide.


COSA VEDERE IN BREVE

  • L’antico insediamento greco di Akrai nella parte alta della città, di cui sono ancora visibili i resti ed il teatro greco;

  • Il centro medievale con il castello;

  • Il quartiere superiore, ricostruito dopo il terremoto del 1693, con le sue chiese barocche e gli antichi palazzi nobiliari


COSA VEDERE PASSO DOPO PASSO

La nostra passeggiata inizia dalla Chiesa di San Paolo dove possiamo trovare i quartieri di “Castelvecchio” e dello “Spirito Santo”, che facevano parte dell’antico borgo medioevale sorto su piccolo sperone roccioso sotto l’insediamento greco di Akrai, in posizione strategica di controllo sul territorio e sulle vie di comunicazione.


Passeggiando per via Calendoli si individuano i resti della Palatiolum medioevale, con i ruderi ancora visibili del castello conoscuto anche come Rocca di Castelmezzano, che fu caposaldo della difesa bizantina nella Sicilia sud-orientale. Tutt’intorno alla residenza si diramano pittoresche viuzze, che offrono scorci unici e suggestivi.


Proseguendo sulla via Garibaldi e sulla via Duca D’Aosta arriviamo alla maestosa Chiesa di San Sebastiano, con le eleganti volute, la scenografica scalinata e la facciata a tre ordini, adornata di capitelli corinzi, altro elemento ricorrente nelle costruzioni del pittoresco borgo patrimonio dell’UNESCO.


Lungo corso Vittorio Emanuele spicca la presenza di importanti casate nobiliari. Tra questi, Palazzo Pizzo è uno splendido esempio di residenza borghese del Seicento, dalle linee pulite e dall’aspetto armonico, mentre restano impresse le maschere grottesche che decorano la lunga balconata barocca di Palazzo Judica, il più elegante ed imponente edificio nobiliare di Palazzolo Acreide, costruito per volere del barone Gabriele Judica alla fine del XVIII sec, dove oggi hanno luogo rassegne ed eventi culturali.


Palazzolo Acreide è anche il paradiso degli escursionisti. Da qui, infatti, partono ben tre itinerari archeologici e naturalistici, che offrono visite all’area di Akrai e al Teatro Greco, ai “ddieri” di Baulì (abitazioni scavate nella roccia in periodo bizantino), alla necropoli di Pantalica e al Museo Antonino Uccello.


FESTE ED EVENTI

Tra le feste più importanti vi è La festa di San Paolo una celebrazione antichissima che affonda le sue radici nelle tradizioni del mondo contadino. Chi si trova a vivere oggi la festa di San Paolo, non può evitare di essere travolto da un vortice di immagini, di suoni, di colori di epoche passate. Dall’emozione collettiva della svelata che si svolge la sera del 28 giugno, al sapore antico delle cuddure, che sono raccolte la mattina del 29 giugno, all’inebriante profumo della lavanda detta spica i San Paulu. Ma il momento centrale della festa è senza dubbio a sciuta. Alle ore tredici del 29 giugno, non appena San paolo attraversa l’elegante portale barocco, il rito si compie: il cielo si spacca in un fragore infernale, dai piani alti della facciata cento bocche di fuoco lanciano una tempesta di nzareddi. Durante il giro per le vie della Palazzolo medievale si ripete il rito della denudazione dei bambini che sono offerti al Santo per una grazia ricevuta o per implorarne la protezione. La sera, all’imbrunire, si svolge una seconda processione; il Santo viene condotto per le vie del paese. In tarda serata a conclusione della processione, viene sparato u fuocu, uno straordinario spettacolo pirotecnico che conclude i festeggiamenti.


COSA MAGIARE

Sulle tavole dei palazzolesi si può gustare sia la tradizionale salsiccia secca, una sorta di salume vero e proprio, ma anche quella fresca preparata con il sugo, o al forno, o semplicemente arrostita alla brace. E insieme alla salsiccia, infatti, si possono gustare i cavati, la pasta fatta in casa, condita con il sugo di maiale, che viene preparato a lungo, cuocendo sia le parti del maiale, come le “pittinicce”, che la salsiccia, un incontro di sapori, che ricorda una ricetta tipica e antica. Molti ristoranti presentano poi in menu anche le lumache, cucinate al sugo, oppure le polpette di carne, rigorosamente arrostite alla brace, ma anche le interiora degli animali, come la trippa con il sugo.


Poi ci sono quei piatti che si cucinano per le feste, come “U pollo co cinu”, cioè la gallina ripiena di riso, che viene cotta al brodo o al forno, un piatto che un tempo non mancava sulle tavole domenicali delle famiglie palazzolesi. E poi spazio ai dolci, dai cannoli di ricotta, rigorosamente fatti in casa, o comprati nelle pasticcerie, o alle cassate di ricotta.


MODA

Nel 2020 Dolce & Gabbana eleggono Palazzolo Acreide "Borgo dei Borghi". I due stilisti sono tornati in Sicilia ed hanno scelto il borgo siracusano per il lancio della nuova collezione primavera/estate 2020 con gli scatti in bianco e nero del fotografo Salvo Alibrio.